Tira più un video di culi...
Nei suoi “Paradisi Artificiali”, Baudelaire afferma che “l'hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell'uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio”. Io credo che sostituendo la parola hashish con internet il senso della frase rimanga pressappoco immutato.
Abbiamo da tempo imparato che il grande paradosso della rete consiste nel renderci virtualmente liberi, ma che di questa libertà non sappiamo che farcene, continuando a perpetuare l'infinita sacralità di tutti i nostri difetti.
Siamo
pur sempre uomini, dopotutto.
Ed
è così che ci ritroviamo costantemente ad affrontare discorsi inerenti
insight con visualizzazioni alle stelle solo perché mostrano un culo
o un paio di gambe, e contenuti molto più profondi che vengono
trascurati in quanto annoiano, nonostante ci invitino a riflettere su
questioni spesso importanti. Potete applicarvi quanto volete, ma
questa equazione è certa tanto quanto quella che vuole la fetta di
pane cadere sempre dal lato imburrato: la sessualità tira.
Tra
tutti i tipi di devianze, abitudini e costumi sessuali una su tutte
ha catturato particolarmente la mia attenzione da qualche tempo. Non
so quale sia il nome inglese per indicarla, ma consiste pressappoco
nel riprendere culi e gambe in luoghi pubblici per caricarli sul web
e condividerli con la massa. Culi sugli autobus, sui marciapiedi, nei
negozi, culi per strada, nelle piazze e nei vicoli. Ripresi
spesso con mezzi di fortuna, cellulari e smartphone di ultima
generazione, a totale discapito di una vittima ignara. Questi video
parlano di moda e tendenze giovanili in fatto di leggins, pantaloni e
collant. Parlano del condividere le cose che ci appassionano con le
persone come noi, dell'eterna caccia all'ormone, dei morti di figa, di
disinibizione e cinematografia dal carattere neorealista, snuffista e
sessista.
Oppure
è solo un culo, dipende da come lo vedete.
p.s. : st'articolo l'avete letto solo per il titolo.
p.s. : st'articolo l'avete letto solo per il titolo.


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